Cineforum: “La città ingiusta 2”-Proiezione “Il segreto” di Cyop&Kaf

Ecco alcune immagini del primo incontro della nostra rassegna cinematografica:”La città ingiusta 2-La maggior peste.Croniche dalla città divisa.”

Protagonista è stata la proiezione del film “Il segreto”di Cyop & Kaf.

Vi aspettiamo il 16 aprile ore 20.30 presso il Cinema Astra per la visione de “L’amore buio”di Antonio Capuano

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

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Rassegna cinematografica: “La citta ingiusta 2-La maggior peste.Croniche dalla città divisa”

Fuoriclassico 2:”Il grande cervo.Dialogo su Falstaff e Atteone”.

Prossimo Aappuntamento di Fuoriclassico 2: Falstaff e Atteone

Cari e Care,

due parole per introdurre il prossimo appuntamento di Fuoriclassico 2, venerdì 23 febbraio alle ore 17,30 al MANN.

Falstaff è una delle maschere più fortunate di Shakespeare. Beone, gaudente, iperbolico in tutto e per tutto, out of compass, Sir John è la personificazione, l’incarnazione della passione smodata per la vita materiale e per un’esistenza intesa come jest, scherzo senza fine. Al tempo stesso, però, Falstaff è una figura sacrificale e in fondo postuma: l’ultima e più pura espressione di un mondo, di un sistema di valori, che finisce. Non a caso, Falstaff, dopo essere stato rinnegato dal principe Hal appena intronizzato come Enrico V, morirà fuoriscena. Nella focalizzazione drammatica di questo personaggio, Shakespeare non solo si ispirerà a una figura reale ma attingerà al repertorio ovidiano, e in particolare al tema mitico di Atteone, trasfigurato in chiave comica.

Ne parlerà, con Gennaro Carillo, Nadia Fusini, tra le massime studiose di Shakespeare e alla quale si deve l’ultima traduzione della grande commedia interamente incentrata su Falstaff, scritta su committenza della Regina Elisabetta in persona: le Merry Wives of Windsor.

Da non perdere assolutamente!

Particolarmente adatto per studenti di Letteratura Inglese e Latina

Vi aspettiamo!

Marinella Pomarici

 

SI RICORDA CHE L’INGRESSO È LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI

Comunicato stampa Fuoriclassico-“Quel che resta di noi”

Comunicato stampa

16 febbraio ore 18,00 (ingresso libero)

Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Sala del Toro Farnese

‘Quel che resta di noi’, a ‘Fuoriclassico’ il dramma dei migranti nel Mediterraneo

Con Cristina Cattaneo (medico legale, direttrice laboratorio LABANOF che lavora per restituire l’identità ai migranti annegati)

Caterina Soffici (autrice di ‘Nessuno può fermarmi’ sul naufragio degli italiani dell’Andora Star) 

 il fotografo Antonio Biasiucci (contrappunto visivo ‘Migrazione e altre metamorfosi)

Giulierini: ‘MANN vicino ai temi dell’attualità, lavoriamo per progetti di integrazione’

La celebre anatomopatologa Cristina Cattaneo,  medico legale  che lavora restituire l’identità ai migranti morti in mare, la scrittrice e giornalista Caterina Soffici e il  fotografo Antonio Biasiucci  venerdì 16 febbraio  saranno al Museo Archeologico Nazionale di Napoli (ore 18, ingresso libero)  per  ‘Quel che resta di noi’, un incontro che riflette appieno lo spirito di Fuoriclassico, lo spazio che in MANN  riserva alla ‘contemporaneità  ambigua dell’antico’La rassegna, il cui tema si pone  in rapporto ideale con Ovidio (a duemila anni dalla morte) e con Vico (a 350 anni dalla nascita), è promossa dal MANN e dal suo direttore Paolo Giulierini, con le associazioni ‘A Voce alta e ‘Astrea. Sentimenti di giustizia’, ideata e curata da Gennaro Carillo. 

”Il  MANN e’ molto vicino  ai temi scottanti dell’attualità’ – dichiara il direttore Giulierini –  Si pensi ad esempio che presterà opere molto importanti per una mostra dedicata alla schiavitù nell’Impero Romano che sara’ organizzata a Detroit. Ecco se non vogliamo che i superstiti del Mediterraneo si trasformino in nuovi schiavi, li dobbiamo accogliere facendo ognuno la propria parte. Il MANN scegliendo come suo ambasciatore Erri De Luca e lavorando moltissimo nei progetti di integrazione sociale non si sottrae dal proprio compito. E Gennaro Carillo con Fuoriclassico chiude il cerchio di questa nostra ‘apertura’ al mondo”.

” Il tema ‘Quel che resta di noi’  è attinto alla tragedia classica: l’atto culturale della sepoltura, la restituzione di dignità e identità al corpo morto, il destino del nemico ucciso. L’occasione di riflessione è offerta dal dramma dei migranti annegati nel Mediterraneo, dalla prova di umanità alla quale i loro corpi – estranei, in tutti i sensi – ci chiamano” sottolinea Carillo.

Cristina Cattaneo, ordinario di Medicina legale alla Statale di Milano è direttrice del LABANOF, il Laboratorio di Antropologia e Odontologia forense nel quale si lavora per restituire l’identità ai migranti, e non solo, a partire da tracce piccolissime. Un lavoro che, osserva la Cattaneo, non è tanto un atto di pietas verso i morti quanto un atto di rispetto per i vivi, per coloro che rivendicano i corpi dei propri cari. Sono anche questi vivi in attesa straziante il grande rimosso della tragedia che si consuma nel Mediterraneo. Con Cristina Cattaneo interverrà Caterina Soffici, scrittrice, autrice di un romanzo, Nessuno può fermarmi (Feltrinelli, 2017), ispirato a una storia vera che mostra le intermittenze della Storia: il naufragio dell’Arandora Star, la nave inglese stipata di italiani, internati dopo la dichiarazione di guerra di Mussolini all’Inghilterra. Ne morirono 446, i cui corpi furono restituiti dal mare anche a grande distanza di tempo dal siluramento della nave. Questa tragedia dimenticata dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, che anche gli italiani sono stati oggetto di deportazione, che anche gli italiani sono stati migranti, che anche gli italiani hanno trovato una morte atroce per acqua. Il contrappunto visivo sarà affidato ad Antonio Biasiucci, che ai migranti ha dedicato un lavoro di straordinaria potenza di suggestione, efficacissimo fin dal titolo, Molti.

Biasiucci, fotografo di terra, pane, corpi, presenterà e commenterà al MANN una parte importante della sua ricerca . 

Titolo del suo contrappunto visivo ai discorsi: Migrazioni (e altre metamorfosi).  Quel che resta di noi è dunque un dialogo del tutto inedito a tre voci (anzi: per voci e immagini eloquenti) su un tema classico, quello della restituzione. Un dialogo su quel che resta della nostra umanità, specie se si considera che per Vico e, prima di lui, per Varrone, la parola umanità deriva etimologicamente da humare, dare sepoltura, sottraendo il corpo dell’altro alla dissoluzione che altrimenti opererebbe la materia bruta.

 Sono  oltre trenta, tra filosofi, scrittori, storici, scienziati, attori, artisti visuali, i protagonisti della seconda edizione di “Fuoriclassico. La contemporaneità ambigua dell’antico” al Museo Archeologico di Napoli, quindici appuntamenti dal 10 novembre al giugno 2018 sul tema “Passaggi di stato. Migrazioni e altre metamorfosi”. Tra gli ospiti Massimo Cacciari, Luciano Canfora, Hisham Matar (Premio Pulitzer 2017), Alain Schnapp, Anna Bonaiuto, Massimo Popolizio. Il  coordinamento organizzativo è di Marinella Pomarici e di Andrea Milanese per il MANN. 

Media partner del progetto Rai Radio 3

Vi aspettiamo numerosi!

Match Point-La giustizia presso “Il Clubino” con Franco Roberti e Dino Falconio

Ecco le foto del primo incontro della seconda edizione”Match Point-La giustizia”presso “Il Clubino”con Franco Roberti e Dino Falconio,componente direttivo Astrea Sentimenti di Giustizia.

Vi aspettiamo al prossimo appuntamento,venerdì 23 marzo 2018 ore 21;saranno presenti Raffaele Cantone e Vincenzo Piscitelli,presidente Astrea Sentimenti di Giustizia.

Fuoriclassico,appuntamento del 16 febbraio

Care e Cari,

due parole per introdurre il prossimo incontro di Fuoriclassico 2, venerdì 16 febbraio alle ore 18 al MANN, di particolare urgenza etico-politica, nel senso più vero del termine.

Vi invitiamo a partecipare e soprattutto a partecipare con gli studenti. E’ sulle loro vite che tutto ciò di cui si parlerà, ha – ed avrà sempre di più – un impatto fortissimo e non può trovarli impreparati, o peggio, preda di messaggi deliranti ed ignoranti e dalle conseguenze drammatiche.

                INTRODUZIONE ALL’INCONTRO “QUEL CHE RESTA DI NOI”

Cos’hanno in comune il più famoso medico legale italiano, Cristina Cattaneo, una scrittrice e giornalista, Caterina Soffici, e un fotografo, Antonio Biasiucci?

In apparenza nulla.

Nessun trio potrebbe sembrare più bizzarramente assemblato. Invece, un denominatore comune c’è. Ad accomunarli c’è un’etica di fondo.

Nel lavoro, Cristina Cattaneo, col suo laboratorio Labanof, fa di tutto per restituire un’identità (anche) ai migranti annegati nel Mare nostro.

Nel raccontare, in forma di finzione, una storia vera, il naufragio dell’Arandora Star, con oltre quattrocento italiani annegati (imbarcati forzatamente dopo la dichiarazione di guerra di Mussolini agli Inglesi): è quello che fa Caterina Soffici, che ci ricorda quello che siamo stati, neppure tanto tempo fa, un popolo non solo di migranti ma anche di esuli.

Nel fotografare: è quello che fa Antonio Biasiucci, fotografo di terra, pane e corpi, che ai corpi dei migranti morti nel Mediterraneo ha dedicato una parte importante della propria ricerca che presenterà e commenterà al Mann.

Quel che resta di noi si presenta dunque come un dialogo del tutto inedito a tre voci (per voci e immagini) su un tema classico, quello della “restituzione”.

E, si consideri, infine, l’etimologia vichiana, e prima ancora varroniana, della parola ‘umanità’: da ‘humare’.

Vi aspettiamo!

Marinella Pomarici

Rassegna”Match Point”

GIOVEDI’ 8 FEBBRAIO ORE 21,00

** MATCH POINT **
Seconda Edizione “La Giustizia”

Appuntamento inaugurale con Franco Roberti, già Procuratore Capo della Procura Nazionale Antimafia

Coordina
Roberto Conte

Intervengono

Dino Falconio​​
Gino Giaculli
Bernardina Moriconi

Dalla scienza alla cultura, dal cinema al teatro, dalla musica allo sport. La Campania eccellente
​anche quest’anno ​scende in campo al “Clubino”, il circolo culturale napoletano (in via Luca Giordano 73) diretto Piera Salerno per un ciclo di incontri con il pubblico intitolato “Match Point”. Maestri ‘made in Campania’, molto spesso primi anche a livello internazionale, che danno lustro all’intero Paese nel rappresentare la cultura, l’arte o la creatività vengono radunati al “Clubino” per dare vita ad una rassegna di incontri-confronti con il pubblico coordinata dal giornalista Roberto Conte con le incursioni degli scrittori E con il contributo scientifico dell’associazione “Astrea. Sentimenti di Giustizia” rappresentata in ogni incontro dagli interventi di Alfredo Guardiano, consigliere della Suprema Corte di Cassazione, Vincenzo Piscitelli, procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Napoli e del notaio Dino Falconio.​ ​

Decisamente originale la formula della rassegna nel corso della quale i confronti vedranno come protagonista soprattutto il pubblico e saranno strutturati come un match virtuale di tennis tra il protagonista ed i partecipanti alle serate di “Match Point” che potranno quindi rivolgere le loro domande direttamente all’ospite. Il protagonista del confronto, poi, sarà chiamato a fine serata a servire il proprio match point ponendosi con un’idea progettuale per la Campania come stimolo attivo e propositivo per i giovani, la società civile e le istituzioni pubbliche.

Prima dell’incontro la cena con lasagna e chiacchiere

Ingresso e cena 10 euro

Info e prenotazioni:
Il Clubino
Direttore: Piera Salerno
Tel. 081-19534230
Cell. 328-1019922
Mail: ilclubinonapoli@gmail.com

Il rovescio della libertà di Massimo De Carolis

Il ristagno economico, l’esplosione delle disuguaglianze e l’esasperazione dei conflitti annunciano oggi il tramonto del modello politico che, nei decenni scorsi, ha ispirato l’azione dei maggiori apparati di governo e ha rimodellato alla radice lo stile di vita di milioni di persone. È il paradigma etichettato come neoliberalismo, basato sull’assunto antropologico che vivere, in una grande società, debba significare essenzialmente stare sul mercato: partecipare allo scambio collettivo e concorrere, così, alla genesi di un ordine spontaneo, troppo complesso e imprevedibile per essere ingabbiato in un progetto disegnato dagli esperti o nei decreti di un’autorità sovrana.

Elaborato in Europa, negli anni febbrili tra le due guerre mondiali, per opera di un gruppo variegato e rissoso di economisti e sociologi sfuggiti al terrore nazista, il neoliberalismo è rimasto a lungo ai margini delle istituzioni ufficiali, per conoscere poi un successo tardivo e travolgente a conclusione della guerra fredda e diventare, nel giro di pochi anni, la formula politica egemone a livello planetario. Eppure, con uguale inesorabilità, sembra oggi avviarsi al tramonto, sotto il peso della crescente rifeudalizzazione della società. Nell’insieme, perciò, la sua storia disegna una parabola che abbraccia per intero gli ultimi cento anni e che ha letteralmente trasformato il mondo, stringendo in un unico nodo la vita civile e le pratiche di governo, le tecniche di mercato e l’esercizio del potere. Senza che la teoria politica ufficiale sappia tuttora offrire una qualche spiegazione tanto della sua ascesa trionfale quanto dell’attuale declino.
Questo libro ricostruisce dall’interno la parabola del neoliberalismo, inscrivendola nell’orizzonte della crisi generale della civiltà moderna, per tentare di chiarire, infine, per quali ragioni profonde un paradigma elaborato con l’esplicita intenzione di promuovere l’intraprendenza e la creatività diffusa, non abbia alla fine partorito altro frutto che il rovescio della libertà.

«L’intuizione più profonda del neoliberalismo è che una grande società, pluralista e virtualmente globale, possa tenersi unita solo a una precisa condizione: che il valore delle performance sociali, delle iniziative imprenditoriali e delle scelte di vita sia misurato sulla scala dell’ordine cosmico, e non dell’ordine semplicemente vigente o di quello fissato da una qualche autorità sovrana. È da questa intuizione che discende anche il passo più scabroso del neoliberalismo, quello che ne ha diretto a suo tempo la marcia trionfale e che oggi ne detta il declino. L’idea, cioè, che, a determinate condizioni, il sistema di valori generato dal mercato possa appunto svelarel’ordine cosmico ed esprimerlo in forma immediata.
Oggi sappiamo per esperienza diretta (e non per un qualche pregiudizio ideologico) che i meccanismi del mercato sono intrinsecamente inadeguati a un tale compito. Tendono anzi regolarmente a produrne il rovescio. Quanto più a fondo le tecnologie di calcolo, misurazione e valutazione penetrano nella vita sociale, tanto più questa “vita” è messa al servizio delle relazioni di potere, schiacciando così l’ordine cosmico sull’ordine costituito. In se stessa, però, l’intuizione di base non ne viene minimamente compromessa: viene anzi a indicare un compito inevaso, e perciò tanto più urgente.»

(Fonte sito Quodlibet)

Presentazione libro:”Il rovescio della libertà”di Massimo De Carolis

L’associazione Astrea Sentimenti di Giustizia è lieta di invitare alla presentazione del libro,”Il rovescio della libertà”di Massimo De Carolis,Quodlibet edizioni.