Comunicato stampa Fuoriclassico-“Quel che resta di noi”

Comunicato stampa

16 febbraio ore 18,00 (ingresso libero)

Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Sala del Toro Farnese

‘Quel che resta di noi’, a ‘Fuoriclassico’ il dramma dei migranti nel Mediterraneo

Con Cristina Cattaneo (medico legale, direttrice laboratorio LABANOF che lavora per restituire l’identità ai migranti annegati)

Caterina Soffici (autrice di ‘Nessuno può fermarmi’ sul naufragio degli italiani dell’Andora Star) 

 il fotografo Antonio Biasiucci (contrappunto visivo ‘Migrazione e altre metamorfosi)

Giulierini: ‘MANN vicino ai temi dell’attualità, lavoriamo per progetti di integrazione’

La celebre anatomopatologa Cristina Cattaneo,  medico legale  che lavora restituire l’identità ai migranti morti in mare, la scrittrice e giornalista Caterina Soffici e il  fotografo Antonio Biasiucci  venerdì 16 febbraio  saranno al Museo Archeologico Nazionale di Napoli (ore 18, ingresso libero)  per  ‘Quel che resta di noi’, un incontro che riflette appieno lo spirito di Fuoriclassico, lo spazio che in MANN  riserva alla ‘contemporaneità  ambigua dell’antico’La rassegna, il cui tema si pone  in rapporto ideale con Ovidio (a duemila anni dalla morte) e con Vico (a 350 anni dalla nascita), è promossa dal MANN e dal suo direttore Paolo Giulierini, con le associazioni ‘A Voce alta e ‘Astrea. Sentimenti di giustizia’, ideata e curata da Gennaro Carillo. 

”Il  MANN e’ molto vicino  ai temi scottanti dell’attualità’ – dichiara il direttore Giulierini –  Si pensi ad esempio che presterà opere molto importanti per una mostra dedicata alla schiavitù nell’Impero Romano che sara’ organizzata a Detroit. Ecco se non vogliamo che i superstiti del Mediterraneo si trasformino in nuovi schiavi, li dobbiamo accogliere facendo ognuno la propria parte. Il MANN scegliendo come suo ambasciatore Erri De Luca e lavorando moltissimo nei progetti di integrazione sociale non si sottrae dal proprio compito. E Gennaro Carillo con Fuoriclassico chiude il cerchio di questa nostra ‘apertura’ al mondo”.

” Il tema ‘Quel che resta di noi’  è attinto alla tragedia classica: l’atto culturale della sepoltura, la restituzione di dignità e identità al corpo morto, il destino del nemico ucciso. L’occasione di riflessione è offerta dal dramma dei migranti annegati nel Mediterraneo, dalla prova di umanità alla quale i loro corpi – estranei, in tutti i sensi – ci chiamano” sottolinea Carillo.

Cristina Cattaneo, ordinario di Medicina legale alla Statale di Milano è direttrice del LABANOF, il Laboratorio di Antropologia e Odontologia forense nel quale si lavora per restituire l’identità ai migranti, e non solo, a partire da tracce piccolissime. Un lavoro che, osserva la Cattaneo, non è tanto un atto di pietas verso i morti quanto un atto di rispetto per i vivi, per coloro che rivendicano i corpi dei propri cari. Sono anche questi vivi in attesa straziante il grande rimosso della tragedia che si consuma nel Mediterraneo. Con Cristina Cattaneo interverrà Caterina Soffici, scrittrice, autrice di un romanzo, Nessuno può fermarmi (Feltrinelli, 2017), ispirato a una storia vera che mostra le intermittenze della Storia: il naufragio dell’Arandora Star, la nave inglese stipata di italiani, internati dopo la dichiarazione di guerra di Mussolini all’Inghilterra. Ne morirono 446, i cui corpi furono restituiti dal mare anche a grande distanza di tempo dal siluramento della nave. Questa tragedia dimenticata dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, che anche gli italiani sono stati oggetto di deportazione, che anche gli italiani sono stati migranti, che anche gli italiani hanno trovato una morte atroce per acqua. Il contrappunto visivo sarà affidato ad Antonio Biasiucci, che ai migranti ha dedicato un lavoro di straordinaria potenza di suggestione, efficacissimo fin dal titolo, Molti.

Biasiucci, fotografo di terra, pane, corpi, presenterà e commenterà al MANN una parte importante della sua ricerca . 

Titolo del suo contrappunto visivo ai discorsi: Migrazioni (e altre metamorfosi).  Quel che resta di noi è dunque un dialogo del tutto inedito a tre voci (anzi: per voci e immagini eloquenti) su un tema classico, quello della restituzione. Un dialogo su quel che resta della nostra umanità, specie se si considera che per Vico e, prima di lui, per Varrone, la parola umanità deriva etimologicamente da humare, dare sepoltura, sottraendo il corpo dell’altro alla dissoluzione che altrimenti opererebbe la materia bruta.

 Sono  oltre trenta, tra filosofi, scrittori, storici, scienziati, attori, artisti visuali, i protagonisti della seconda edizione di “Fuoriclassico. La contemporaneità ambigua dell’antico” al Museo Archeologico di Napoli, quindici appuntamenti dal 10 novembre al giugno 2018 sul tema “Passaggi di stato. Migrazioni e altre metamorfosi”. Tra gli ospiti Massimo Cacciari, Luciano Canfora, Hisham Matar (Premio Pulitzer 2017), Alain Schnapp, Anna Bonaiuto, Massimo Popolizio. Il  coordinamento organizzativo è di Marinella Pomarici e di Andrea Milanese per il MANN. 

Media partner del progetto Rai Radio 3

Vi aspettiamo numerosi!

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