Astrea a Venezia

Oggi, 7 settembre, alle 14.30, nell’ambito della sezione Classici della Mostra del cinema di Venezia, sarà presentata la copia restaurata di Processo alla città (1952) di Luigi Zampa. Tra gli interventi di presentazione è previsto anche quello di Franco Roberti, Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo.  Il restauro è stato reso possibile da un accordo tra la casa di produzione francese Gaumont, titolare dei diritti sul film, la Cineteca Nazionale, nella persona del direttore, Sergio Toffetti, e dell’Associazione napoletana Astrea. Sentimenti di giustizia, che ha dato impulso all’intero progetto, anche promuovendo la collaborazione tra soggetti pubblici e privati che a vario titolo ne hanno poi consentito la realizzazione:locandina

Comune di Napoli, Comune di Ercolano, Fondazione SDN, Cesare Attolini S.p.a., Notaract, Ba
nca Proxima, Palazzo Caracciolo Napoli – MGallery by Sofitel, Studio legale Francesco Forzati

Il film, su soggetto di Ettore Giannini e Francesco Rosi, è unanimemente riconosciuto come un classico del cinema italiano. E non solo: in Francia Processo alla città e l’intera opera di Zampa sono da lungo tempo oggetto di un’attenzione notevole di critica e di pubblico. Restaurare il film significa restituirlo a una fruizione la più ampia possibile: per questo l’associazione Astrea ne ha acquisito i diritti per la diffusione nel circuito non commerciale (scuole, università, associazioni, fondazioni). 

Inutile aggiungere che, per Napoli, il restauro del film assume un valore importante. Si tratta di un’opera che, oltre a ispirarsi a una vicenda processuale che fece epoca (il processo Cuocolo), mostra per la prima volta una sorta di notabilato di camorra; memorabile, in tal senso, la sequenza girata al San Carlo, con i mandanti del delitto che si confondono letteralmente con la città alta: immagine plastica delle ‘mafie’ come effetto di un compromesso interclassista. Altrettanto cruciale, nella scrittura del film, la presenza del contrappunto del bene, nella persona del giudice Antonio Spicacci (interpretato da Amedeo Nazzari), che personifica l’idea stessa di una giustizia bendata perché incorruttibile, e sempre ‘terza’, e il rifiuto di abbandonarsi alla rassegnazione, a quell’accidia, intrisa di disincanto complice, nella quale già Leopardi ravvisava uno dei mali endemici del sistema di valori cittadino e, più in generale, meridionale. 

Ma, quella di Zampa, resta soprattutto una delle Napoli più belle mai rappresentate al cinema: del tutto immune dall’oleografia, notturna, per molti versi infera, ma senz’alcun cedimento al grandguignolesco di un Malaparte. 

Non ultimo, infine, il contributo di un Francesco Rosi appena trentenne che, con questo film, getta le basi per quello che, undici anni dopo, sarà il suo capolavoro, La mani sulla città.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: