Kohlhaas a Castel Capuano

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Della corruzione degli antichi comparata a quella dei moderni

Lunedì 15 maggio ore 17,30

Museo Archeologico di Napoli – sala del Toro Farnese

Della corruzione degli antichi comparata a quella dei moderni 

Cicerone sostenne un’accusa memorabile contro il governatore Verre. Le orazioni d’accusa (le Verrine) sono un vertice insuperato di eloquenza e un documento impietoso della degenerazione del personale politico. Del tema, e delle sue implicazioni contemporanee, si occuperanno Luca Fezzi, professore di Storia Romana presso l’Università degli Studi di Padova, che ha ricostruito la vicenda delle Verrine in un libro avvincente, e Raffaele Cantone, presidente dell’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione). 

Enzo Salomone leggerà estratti da Cicerone, Machiavelli, Guicciardini.

Introduce Aldo Sandulli.

Della corruzione

Doppio appuntamento con Fuoriclassico

Doppio appuntamento al MANN, Museo Archeologico Nazionale di Napoli, con la rassegna Fuoriclassico:

venerdì 7 aprile, ore 17:30

Scomposizioni: forme e miti dell’individuo moderno

Biagio De Giovanni, Francesco De Sanctis e Gennaro Carillo discutono con Remo Bodei

lunedì 10 aprile, ore 17:30

Il filosofo e il tiranno nella Repubblica di Platone

Ulderico Pomarici

Bodei

 

il filosofo e il tiranno

Le leggi dell’ospitalità

Giovedì 23 ore 17.30 

Museo archeologico di Napoli

Le leggi dell’ospitalità

Muri, flussi di migranti, il Mediterraneo trasformato in un cimitero marino, rimettono in questione un tema arcaico e classico: il codice dell’ospitalità, i nostri doveri verso lo xenos, lo straniero. Ne parlerà il massimo specialista in materia, il filosofo Umberto Curi, in un dialogo con il professor Gennaro Carillo.

le leggi dell'ospitalità

Vogliamo vivere

Mercoledì 22 ore 20.30

Cinema Astra

Proiezione del film Vogliamo vivere di E. Lubitsch

Introduce Giancarlo Alfano

Ingresso libero

Alla vigilia dell’ultima guerra mondiale una compagnia di artisti polacchi deve mettere in scena una commedia antinazista, ma gli eventi precipitano e Varsiavia è alla mercè del governatore tedesco. Gli artisti che hanno dovuto smettere di recitare hanno però costituito un attivo centro di resistenza e, grazie ai costumi che avevano pronti per la commedia, giocano una serie di belle agli oppressori.

Vogliamo vivere

Pharmakon – politica, scienza, magia

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Nuovo appuntamento per il ciclo Fuoriclassico. La contemporaneità ambigua dell’antico.

Giovedì 9 marzo ore 18,00 al Museo archeologico di NapoliPharmakon. Politica, scienza, magia.

Pharmakon è parola tra le più ambigue del greco classico, perché denota sia il farmaco che guarisce sia il veleno. Di questa polisemia parleranno un farmacologo, Lucio Annunziato, e un chirurgo e storico della medicina, Gennaro Rispoli. Faranno da contrappunto le Faraualla, gruppo vocale salentino che mette in musica formule rituali di guarigione. 

Lucio Annunziato Professore Ordinario di Farmacologia Scuola di Medicina e Chirurgia presso l’Università di Napoli Federico II; Coordinatore del Dottorato di Ricerca in Neuroscienze. Dal 1995 ad oggi è Direttore della Scuola di Specializzazione in Farmacologia, American Society for Pharmacology and Experimental Therapeutics (ASPET).

Gennaro Rispoli Specialista in chirurgia generale e chirurgia pediatrica. Primario chirurgo da circa vent’anni, è autore di oltre 150 pubblicazioni scientifiche. Dal 2004 dirige la Scuola nazionale ospedaliera di colonproctologia. Attualmente è direttore della Chirurgia generale dell’Ospedale Ascalesi e Direttore della Chirurgia generale e d’urgenza dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Napoli. Inoltre Rispoli presiede l’Associazione Culturale per l’Arte e la Storia della medicina Il Faro di Ippocrate, per la quale ha curato varie mostre e pubblicazioni culturali sulla medicina antica.

Faraualla quartetto vocale è nato nel 1995. Dopo aver approfondito singolarmente lo studio e la pratica della vocalità in ambiti musicali differenti, le quattro cantanti hanno trovato un interesse comune nella ricerca sull’uso della voce come strumento, attraverso la pratica della polifonia e la conoscenza delle espressioni vocali di diverse etnie e di periodi storici differenti. Le suggestioni di un percorso attraverso culture tanto lontane fra loro si fondono in una sintesi originale in cui emergono con forza le radici culturali del gruppo. La Puglia è presente nel “suono” che connota la formazione barese, negli strumenti che accompagnano l’esecuzione, nello stesso nome del gruppo.

FARAUALLA “OGNI MALE FORE” – YouTube

Fuoriclassico

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Verso il referendum

15-ottobre

Astrea a Venezia

Oggi, 7 settembre, alle 14.30, nell’ambito della sezione Classici della Mostra del cinema di Venezia, sarà presentata la copia restaurata di Processo alla città (1952) di Luigi Zampa. Tra gli interventi di presentazione è previsto anche quello di Franco Roberti, Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo.  Il restauro è stato reso possibile da un accordo tra la casa di produzione francese Gaumont, titolare dei diritti sul film, la Cineteca Nazionale, nella persona del direttore, Sergio Toffetti, e dell’Associazione napoletana Astrea. Sentimenti di giustizia, che ha dato impulso all’intero progetto, anche promuovendo la collaborazione tra soggetti pubblici e privati che a vario titolo ne hanno poi consentito la realizzazione:locandina

Comune di Napoli, Comune di Ercolano, Fondazione SDN, Cesare Attolini S.p.a., Notaract, Ba
nca Proxima, Palazzo Caracciolo Napoli – MGallery by Sofitel, Studio legale Francesco Forzati

Il film, su soggetto di Ettore Giannini e Francesco Rosi, è unanimemente riconosciuto come un classico del cinema italiano. E non solo: in Francia Processo alla città e l’intera opera di Zampa sono da lungo tempo oggetto di un’attenzione notevole di critica e di pubblico. Restaurare il film significa restituirlo a una fruizione la più ampia possibile: per questo l’associazione Astrea ne ha acquisito i diritti per la diffusione nel circuito non commerciale (scuole, università, associazioni, fondazioni). 

Inutile aggiungere che, per Napoli, il restauro del film assume un valore importante. Si tratta di un’opera che, oltre a ispirarsi a una vicenda processuale che fece epoca (il processo Cuocolo), mostra per la prima volta una sorta di notabilato di camorra; memorabile, in tal senso, la sequenza girata al San Carlo, con i mandanti del delitto che si confondono letteralmente con la città alta: immagine plastica delle ‘mafie’ come effetto di un compromesso interclassista. Altrettanto cruciale, nella scrittura del film, la presenza del contrappunto del bene, nella persona del giudice Antonio Spicacci (interpretato da Amedeo Nazzari), che personifica l’idea stessa di una giustizia bendata perché incorruttibile, e sempre ‘terza’, e il rifiuto di abbandonarsi alla rassegnazione, a quell’accidia, intrisa di disincanto complice, nella quale già Leopardi ravvisava uno dei mali endemici del sistema di valori cittadino e, più in generale, meridionale. 

Ma, quella di Zampa, resta soprattutto una delle Napoli più belle mai rappresentate al cinema: del tutto immune dall’oleografia, notturna, per molti versi infera, ma senz’alcun cedimento al grandguignolesco di un Malaparte. 

Non ultimo, infine, il contributo di un Francesco Rosi appena trentenne che, con questo film, getta le basi per quello che, undici anni dopo, sarà il suo capolavoro, La mani sulla città.

 

estate a castel capuano 18 luglio

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